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Il castello di Gorizia e l’inaugurazione del recupero funzionale della Meridiana

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Filmato della manifestazione
castello gorizia

Il Castello di Gorizia venne completato nelle opere difensive, negli alloggi e nella sede abitativa del Conte, nel corso del XVII secolo.
In occasione della visita dell’Imperatore Leopoldo I (1660) ci fu sicuramente una serie di investimenti (Porta Leopoldina).
Nel 1682 l’Astronomo Edmond Halley viene tradizionalmente riferito a Gorizia per consigli sulle difese a carico della Corona inglese.
La stampa dimostra che all’epoca era l’autorità civile, a differenza del resto d’Italia, a fornire l’ora alla città.
Certamente era necessario un orologio solare per questo.
La tipologia dei caratteri depone piuttosto per un’epoca precedente (XVI secolo).

 

schema meridianaL’Orologio Solare del Castello di Gorizia quasi certamente a causa dei bombardamenti del 1916 venne danneggiato. Solo la parte orientale (ore del pomeriggio) si è conservata.
Una attenta analisi sulla geometria delle linee orarie rivela che sono disposte in modo approssimativo. La linea delle ore 15 corrisponde alla latitudine di Napoli mentre le ore 16 e 17 corrispondono a Firenze.
Peraltro la presenza della linea delle ore 20 che non ha senso alla latitudine di Gorizia fa pensare ad una latitudine molto più elevata, ad esempio quella di Praga dove i gesuiti sapevano ed insegnavano astronomia.
Anche la presenza dell’astronomo Halley a Gorizia potrebbe essere messa in relazione con l’orologio solare.
La lastra con le ore del mattino è stata ricostruita.
In tratto puntato le linee orarie corrette per Gorizia.
meridiana nuova

Nel 2014 l’orologio solare del Castello di Gorizia è stato risistemato in posizione astronomicamente corretta nello spalto a S-E a cura degli gnomonisti:

Paolo Albéri Auber
Renato Devetak
Aurelio Pantanali

 

Sulla targa del lato Nord si possono leggere le correzioni astronomiche da apportare alla lettura dell’Orologio Solare.
La targa del lato Ovest ricorda il nome di

GIORGIO ALBERI (1939-1982)

 

alla cui memoria il lavoro è dedicato.

Fondazione Giorgio Albéri – 2015